Rapporto chiropratico - dentista: come funziona
Quando un paziente si presenta dal chiropratico con sintomi di mal occlusione, deve essere fatta una prima diagnosi differenziale: problemi di colonna cervicale o di bocca?
In base ai differenti test ed esami il chiropratico diagnostica la causa principale, quindi si passa alla terapia; personalmente, anche quando la causa è una malocclusione (eccetto nei casi in cui il problema di bocca sia talmente fondamentale da precludermi ogni possibile successo dal punto di vista dell’aggiustamento, casi molto rari) preferisco trattare il paziente almeno 3-4 volte per permettere alla muscolatura del collo e alle vertebre di ritrovare i giusti equilibri.
Questo permette anche al dentista, qualora se ne rendesse necessario l’intervento, (al momento di prendere le impronte per fare un eventuale bite), di non avere il collo e la testa vincolati dalla muscolatura in posizioni di accomodamento.
Se la causa è strutturale, ovvero legata a sublussazioni - quasi sempre C1 e C2 - nel giro di pochi trattamenti si ottengono ottimi risultati: una diminuzione sostanziale dei sintomi e un miglioramento dei rapporti occlusali e non è necessario quindi ricorrere alle cure del dentista - gnatologo.
Nel caso in cui la malocclusione persista dopo i primi 3 - 4 trattamenti e i sintomi non migliorino, si dovrà ricorrere all’odontoiatra. Non sempre si deve ricorrere ad un bite: a volte una piccolissima limatura del dente (odontoplastica), oppure l’estrazione degli ottavi, i famosi denti del giudizio, possono risolvere il problema.
La cosa più importante da spiegare al paziente è che, spesso malocclusioni e sublussazioni coesistono e perciò il lavoro del chiropratico e del dentista deve procedere in parallelo: gli aggiustamenti del chiropratico correggono la posizione delle prime vertebre cervicali che a loro volta, modificando l’occlusione attraverso il sistema muscolo digastrico, osso oiode, mandibola, influiscono sui movimenti masticatori della bocca.
Ma anche il bite influenza la posizione delle prime vertebre cervicali che modificano la postura con conseguente contrazione e rilassamento di certi gruppi muscolari che possono infiammarsi riacutizzando il dolore.